Sandwich di patate e salvia per dire che #nonsibaratta

Non sono una food blogger, a dirla tutta sono proprio una schiappa in cucina. Sto per andare a vivere da sola e la domanda più ricorrente che gli altri mi fanno è: “E per cucinare come fai?”
Imparerò, rispondo io, di necessità virtù. E forse sarà la volta buona che, lontana dai manicaretti di mia madre, perderò qualche chilo.

Nel frattempo ho sfogato in cucina la delusione per una frase che mi sono sentita dire un po’ di tempo fa: “Né marito né figli se vuoi lavorare bene”.

Lo so che il mondo oggi va così, che conciliare un lavoro come il mio – a 50 km da casa, con trasferte lavorative che talvolta richiedono anche di dormire fuori – con un marito e con dei figli può essere difficile, se non impossibile; la mia vita però è a un punto in cui la prospettiva di avere un figlio è così lontana che avevo sempre ritenuto inutile preoccuparmi di trovare una soluzione per conciliare le cose (considerato che neanche avere un marito sembra essere così vicino).

Ho sempre pensato di essere libera di scegliere.

A quanto pare, invece, di libertà di scelta ce n’è ben poca. Stando alle notizie di attualità, i giovani di oggi sono sempre più mammoni perché rimangono in casa fino a 30 anni. Nessuno che riporti qual è lo stipendio minimo e che spieghi con quali soldi i ventenni dovrebbero pagarsi l’affitto o un mutuo, le bollette e magari – perché no, visto che sono giovani – anche qualche svago. Ma no, non si è liberi di scegliere quando emanciparsi e andare a vivere da soli, così come non si è liberi di scegliere il lavoro che ci piacerebbe fare perché è sotto pagato, perché è sfruttato, perché i compromessi richiesti sono inaccettabili. Perché non è vero che tutti i giovani sono scansafatiche, fannulloni e mammoni. Mi ritengo fortunata perché sono uscita da quel tunnel, ma ci sono stata un bel po’ di tempo e me lo ricordo bene cosa si prova.

Però la vita è come un’autostrada, piena di curve e di tunnel e quindi, finito quello, ne inizia un altro in cui noi donne non siamo libere di fare sposarci, non siamo libere di fare figli, non siamo libere di avere intenzione di fare le cose sopra citate e, a quanto pare, neanche di darla a chi ci pare!

Per questo motivo, è nata una campagna che si chiama #nonsibaratta per dire che la patata è nostra e la diamo a chi ci pare!

Per farlo, food blogger di tutta Italia si sono unite per manifestare a colpi di ricette con le patate. Io non sono una food blogger (e chi mi conosce sghignazza al pensiero che possa diventarlo), ma ho deciso di dare il mio contributo a questa causa che sento cara con una ricetta veloce e golosa, alla portata anche di un’imbranata ai fornelli come me.

 

Sandwich di patate e salvia

Ingredienti

2 patate
1 ciuffo di salvia
1 uovo
olio di semi di girasole
parmigiano grattato q.b.

Affettare le patate sottili, possibilmente di uguale spessore e in numero pari.
Spennellare da una parte la patata con il bianco dell’uovo, appoggiarci una fogliolina di salvia e ricoprirlo con un’altra fetta di patata.
Mettere una padella antiaderente a fuoco medio con olio di girasole e, una volta caldo, friggere questi panini di patate.

 

Quando sono ben dorati, scolarli e farli asciugare su carta per fritti da entrambe le parti.
Sistemare le patate nel piatto da portata e spolverarli con una bella nevicata di parmigiano grattugiato.
Servire ben caldo come aperitivo o come stuzzichino, magari accompagnato da un bel calice di vino, alla salute di quelli che non rispettano la patata e le loro proprietarie!

 

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